venerdì 22 febbraio 2008

Miele: i rimedi della nonna

Alcuni giorni fa ero in cucina a leggere con il televisore acceso (che ci volete fare, mi fa compagnia!) quando alla trasmissione Geo&geo cominciano a dare delle ricettine cosmetiche a base di miele che mi sono immediatamente apprestata a scrivere su foglietti di fortuna per non perdere nemmeno una parola.


1 - Scrub lenitivo per il viso

1 cucchiaio di miele grezzo (quello non trasparente per intenderci); succo di mezzo limone.

Mettere questo preparato sul viso e massaggiare delicatamente per 1-2 minuti. Il miele è lenitivo e antinfiammatorio, il limone è astringente e schiarente. Questo preparato va bene per le pelli mature (perciò delicate) e per quelle grasse.



2 - Maschera per il viso per pelli disidratate (sensibili, mature e come doposole)

4 cucchiai di miele liquido (quello trasparente); farina d'avena; acqua calda

Questa maschera va tenuta sul viso per 20 minuti. Il miele è lenitivo, entinfiammatorio e battericida. L'avena ricompatta le pelli disidratate perchè trattiene l'acqua ed è emoliente (infatti si usa molto nei casi di prurito o eczema).



3 - Crema per viso e decolleté

1 cucchiaio di miele liquido; 1 cucchiaio di olio di mandorle dolci.

L'olio di mandorle dolci contiene gli omega 3 e quindi è rassodante e idratante. Questa crema è a risciaquo (come la maschera) ma non ho capito quanto tempo si tiene sul viso. Può essere utilizzata anche per il corpo.



4 - Maschera capelli

gel di aloe (penso 2-3 cucchiai); 1 cucchiaio di miele liquido; 1 cucchiaio di aceto di mele

Si mette sui capelli sporchi e asciutti e dopo 10 minuti si fa lo shampoo. Il gel di aloe ha una forte azione idratante; l'aceto di mele è sgrassante e rimineralizzante. Il miele ha un'azione plastica (cioè ristrutturante).



giovedì 21 febbraio 2008

La bufala del Sodium laureth sulphate e del Sodium lauryl sulphate


Anche a me è capitato di imbattermi in siti che mettevano in guardia da queste due sostanze: il Sodium Laureth Sulphate, in italiano sodio lauriletere solfato (SLES) e il Sodium Lauryl Sulphate, cioè il sodio laurilsolfato (SLS). Sono tensioattivi, cioè sostanze con la capacità di diminuire la tensione superficiale dell’acqua, ossia l’adesione della particelle di sporco e di grasso permettendone la rimozione con l’acqua corrente; questi tensioattivi sono presenti nella maggior parte di shampoo, bagnoschiuma, saponi, dentifrici, ecc..

Il panico che si è diffuso negli ultimi anni attorno a queste due sostanze deriva da un sorta di catena di Sant'Antonio originata negli USA e diffusa in Italia da una segretaria dell'IEO (Istituto Europeo di Oncologia) che inoltrò un messaggio, arrivatole da un'amica, che metteva in guardia dal "sodium laureth o lauryl sulfate" perchè sostanza cancerogena. Ovviamente utilizzando l'indirizzo di posta elettronica dell'ufficio creò un mostruoso effetto domino (che continua ancora oggi) perchè i destinatari vedendosi arrivare una mail dallo IEO pensavano che fosse altamente attendibile.
Tralasciando il fatto che questa mail/catena di Sant'Antonio fa confusione tra le due sostanze (e questo la dice lunga sull'ignoranza in chimica di chi ha scritto la mail originaria) ma facendo le dovute ricerche si scopre che queste sostanze non sono assolutamente cancerogene. Anzi, per dirla tutta, le smentite delle fonti autorevoli hanno sempre parlato dello SLES e non dello SLS. Perchè? Perchè effettivamente alcuni danni lo SLS li fa. Studi ufficialissimi sul Sodium Lauryl Sulphate (SLS) parlano di inibizione della formazione del DNA negli animali da laboratorio, ma si tenga presente che tutti questi studi fanno riferimento alla sostanza chimica pura, un solido bianco che può essere in polvere o in scaglie. I prodotti che usiamo quotidianamente contengono tensioattivi in quantità modestissima, che per di più viene lavata via con l'acqua.


Per approfondire:

http://www.attivissimo.net/antibufala/sls/dentifrici_cancerogeni.htm

http://www.disinformazione.it/SLS.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Sodio_lauril_solfato

http://www.saninforma.it/Sezione.jsp?idSezione=5671&idSezioneRif=760

lunedì 18 febbraio 2008

Il Biodizionario

Quante volte avete cercato invano di capire cosa contenesse la vostra crema viso, il vostro latte detergente e tutti i prodotti cosmetici che avete in casa? Ebbene chi non ha molta dimestichezza con internet sappia che è a disposizione delle eco-coscienze già da un pò di tempo uno strumento utilissimo: il Biodizionario di Fabrizio Zago. Al momento è l’unico strumento del genere in rete e la speranza è che in futuro se ne possano trovare altri, anche per poter confrontare le diverse posizioni e visioni. Chimico, consulente Ecolabel ed ecologista convinto, il dott. Zago ha catalogato quasi 5000 ingredienti tra i più utilizzati nella cosmesi (intesa anche come detergenza) utilizzando un sistema di catalogazione a ‘semafori’ di facile e immediata lettura:


vai che vai bene

accettabile

ci potrebbero essere dei problemi ma, tutto sommato si può chiudere
un occhio soprattutto se il componente è alla fine degli ingredienti

grandi problemi, se ne sconsiglia l'uso a meno che sia il solo componente pericoloso e che sia tra i componente presenti in misura minore (cioè elencato alla fine della lista INCI)

inaccettabile



Bisogna sottolineare che il Biodizionario rappresenta una personale visione delle cose del dott. Zago, che comunque è in costante evoluzione. Ad esempio tutti gli elementi di origine animale, anche se perfettamente innocui per l’uomo, sono totalmente bocciati dal Biodizionario (a causa della crudeltà dei mezzi per ottenerli) così come tutte le molecole di sintesi. Con delle eccezioni; ad esempio il Bitrex, o Denatonium Benzoate (molecola di sintesi), viene promosso per la sua funzione importantissima di rendere il prodotto molto amaro ed evitare accidentali ingestioni da parte di bimbi molto piccoli.
Nelle etichette dei cosmetici, l’Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), cioè la lista degli ingredienti, segue una regola ben precisa: tutti gli elementi vengono elencati in ordine decrescente in base alla percentuale presente. Quindi, se un ingrediente ‘rosso’ si trova in fondo all’etichetta, poco male; l’importante è che questi ingredienti pericolosi, per l’uomo o per l’ambiente, non si trovino in cima all’Inci.

Inoltre, per una migliore interpretazione dell’Inci, è bene sapere che gli elementi vegetali che non hanno subìto modificazioni chimiche sono indicate con il nome botanico latino seguito dalla loro parte utilizzata in inglese (prunus dulcis oil sta per ‘olio di mandorle dolci’), mentre le sostanze che hanno subìto un intervento chimico sono indicate in inglese (es. Sodium laureth sulfate).
In fondo all’Inci troviamo i coloranti indicati con C. I. (Colour Index) seguiti dal numero che contraddistingue il colore. I coloranti nei prodotti per capelli sono indicati, invece, in inglese.


Fonti: www. biodizionario.it, Wikipedia voce 'Inci'.

giovedì 14 febbraio 2008

Incipit

So che tante volte ho annoiato tutti senza volerlo con questioni relative alla composizione di certi detergenti, di certi cosmetici o di alcuni alimenti. Ebbene tutto ciò non avverrà più!! Scriverò le elucubrazioni di questa povera pazza (cioè io) in questo blog, così chi vorrà potrà leggerle o farsi quattro risate...
Perchè "Questioni di etichetta"? Perchè tutti dovremmo imparare il 'galateo della spesa', cioè l'insieme di giusti comportamenti da assumere davanti ad un prodotto in bella mostra sullo scaffale, senza fidarci ciecamente della pubblicità, il cui scopo principale è vendere il prodotto non quello di esprimere un reale giudizio su di esso.

Ovviamente non aspettatevi da me il rigore scientifico assoluto, anche perchè sono solo una povera laureata in lettere che ha capito troppo tardi l'inutilità (fino ad un certo punto forse) del suo percorso di studi. Cercherò, tuttavia, di essere il più corretta possibile citando le fonti delle mie cazz..., delle mie affermazioni.