Quante volte avete cercato invano di capire cosa contenesse la vostra crema viso, il vostro latte detergente e tutti i prodotti cosmetici che avete in casa? Ebbene chi non ha molta dimestichezza con internet sappia che è a disposizione delle eco-coscienze già da un pò di tempo uno strumento utilissimo: il Biodizionario di Fabrizio Zago. Al momento è l’unico strumento del genere in rete e la speranza è che in futuro se ne possano trovare altri, anche per poter confrontare le diverse posizioni e visioni. Chimico, consulente Ecolabel ed ecologista convinto, il dott. Zago ha catalogato quasi 5000 ingredienti tra i più utilizzati nella cosmesi (intesa anche come detergenza) utilizzando un sistema di catalogazione a ‘semafori’ di facile e immediata lettura:
vai che vai bene
accettabile
ci potrebbero essere dei problemi ma, tutto sommato si può chiudereun occhio soprattutto se il componente è alla fine degli ingredienti
grandi problemi, se ne sconsiglia l'uso a meno che sia il solo componente pericoloso e che sia tra i componente presenti in misura minore (cioè elencato alla fine della lista INCI)
inaccettabileBisogna sottolineare che il Biodizionario rappresenta una personale visione delle cose del dott. Zago, che comunque è in costante evoluzione. Ad esempio tutti gli elementi di origine animale, anche se perfettamente innocui per l’uomo, sono totalmente bocciati dal Biodizionario (a causa della crudeltà dei mezzi per ottenerli) così come tutte le molecole di sintesi. Con delle eccezioni; ad esempio il Bitrex, o Denatonium Benzoate (molecola di sintesi), viene promosso per la sua funzione importantissima di rendere il prodotto molto amaro ed evitare accidentali ingestioni da parte di bimbi molto piccoli.
Nelle etichette dei cosmetici, l’Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), cioè la lista degli ingredienti, segue una regola ben precisa: tutti gli elementi vengono elencati in ordine decrescente in base alla percentuale presente. Quindi, se un ingrediente ‘rosso’ si trova in fondo all’etichetta, poco male; l’importante è che questi ingredienti pericolosi, per l’uomo o per l’ambiente, non si trovino in cima all’Inci.
Inoltre, per una migliore interpretazione dell’Inci, è bene sapere che gli elementi vegetali che non hanno subìto modificazioni chimiche sono indicate con il nome botanico latino seguito dalla loro parte utilizzata in inglese (prunus dulcis oil sta per ‘olio di mandorle dolci’), mentre le sostanze che hanno subìto un intervento chimico sono indicate in inglese (es. Sodium laureth sulfate).
In fondo all’Inci troviamo i coloranti indicati con C. I. (Colour Index) seguiti dal numero che contraddistingue il colore. I coloranti nei prodotti per capelli sono indicati, invece, in inglese.
Nelle etichette dei cosmetici, l’Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), cioè la lista degli ingredienti, segue una regola ben precisa: tutti gli elementi vengono elencati in ordine decrescente in base alla percentuale presente. Quindi, se un ingrediente ‘rosso’ si trova in fondo all’etichetta, poco male; l’importante è che questi ingredienti pericolosi, per l’uomo o per l’ambiente, non si trovino in cima all’Inci.
Inoltre, per una migliore interpretazione dell’Inci, è bene sapere che gli elementi vegetali che non hanno subìto modificazioni chimiche sono indicate con il nome botanico latino seguito dalla loro parte utilizzata in inglese (prunus dulcis oil sta per ‘olio di mandorle dolci’), mentre le sostanze che hanno subìto un intervento chimico sono indicate in inglese (es. Sodium laureth sulfate).
In fondo all’Inci troviamo i coloranti indicati con C. I. (Colour Index) seguiti dal numero che contraddistingue il colore. I coloranti nei prodotti per capelli sono indicati, invece, in inglese.
Fonti: www. biodizionario.it, Wikipedia voce 'Inci'.
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